Le dicono che la bambina è nata morta, ma all’obitorio la madre scopre che è ancora viva

Dopo tantissime sofferenze Analía Bouquet chiede giustizia, per lei ma soprattutto per la sua bambina

La neonata nasce morta, almeno questo è quello che dicono alla madre, che quando si reca in obitorio si accorge che la figlia è in realtà ancora viva.

Una storia terribile e drammatica quella di Analía Bouquet e della sua piccola Luz Milagros, nata ad inizio aprile 2012 e portata in obitorio quando era ancora viva.

La neonata nasce morta: Luz Milagros ha combattuto fino alla fine

Un caso molto famoso in Argentina che ha scosso l’animo di molti, perché non si può rimanere indifferenti davanti alle sofferenze di una bambina appena venuta alla luce.

E’ la sua stessa mamma, Analía Bouquet, che a distanza di anni chiede ancora giustizia per la sua bambina, che per colpa della superficialità di alcuni medici è stata strappata dalle sue braccia troppo presto.

Già madre di 4 figli, la donna, dopo sette anni dalla nascita di Luz Milagros, racconta per filo e per segno cosa avvenne quel giorno.

La bambina nasce morta

La sua quinta gravidanza non era stata facile come le altre, soprattutto a causa della placenta che non era posizionata bene.

Il disturbo di cui soffriva si chiama, appunto, placenta previa occlusiva, una condizione che necessita di un taglio cesareo.

Durante una visita i medici le rompono il sacco e quando lei glielo fa notare, loro affermano che si stava sbagliando. Ma come poteva? Aveva già partorito 4 volte e riconosceva bene la sensazione che si prova quando si rompono le acque.

La situazione precipita velocemente: i dottori non sentono il battito della bambina. Così mentre effettuano un monitoraggio, Analía, mette al mondo la sua bambina, incredibilmente con un parto naturale.

Ma è solo dopo aver chiamato suo marito che le dicono che la bambina purtroppo è nata priva di vita.

In obitorio l’incredibile scoperta

Dopo molte ore, distrutta dal dolore Analía decide di voler andare a salutare per sempre la bambina che non ha avuto il tempo di stringere a sé.

Contro il parere dei familiari si reca in obitorio e quando apre la piccola bara in cui si trovava Luz crede di essere diventata pazza.

La sua bambina era infatti ancora viva, era viola, la guardava con gli occhi spalancati e piangeva. Un pianto flebile ma perfettamente udibile.

Ma il tempo trascorso nella cella frigorifera ha causato dei danni irreversibili alla bambina che è sopravvissuta lottando con tutte le sue forze poco più di un anno.

Aveva gravi danni neurologici e respiratori e non poteva vivere senza l’ausilio delle macchine. Se n’è andata il 23 giugno 2013.

In obitorio l'incredibile scoperta

Nel frattempo Analía e il marito si sono lasciati adesso, a distanza di 6 anni chiede giustizia.

Giustizia per la sua bambina che non ha avuto l’opportunità di vivere a causa della superficialità e dell’errore di alcuni medici che l’hanno spacciata per morta.

Insieme al suo ex marito, hanno fatto causa per danni morali all’ospedale di Chaco e ai due medici che sono intervenuti durante il parto.

Al momento può contare sull’appoggio dei suoi 4 figli. Che le danno la forza di andare avanti nella speranza che qualcuno faccia luce su ciò che è accaduto alla sua quinta figlia.

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